Mi piace pensare che quello che faccio abbia diversi livelli di lettura, e che possa essere interpretato in diversi modi, a seconda dell’affinità con lo spettatore. Spesso i miei quadri sono semplici metafore dei comportamenti umani, visioni tragicomiche della vita, da percepire più che capire. Cerco di realizzare tutti gli elementi che utilizzo, ma riciclo anche immagini trovate qua e là, su vecchi libri o in rete. Sono affascinato ad esempio dalle illustrazioni create senza scopi espressivi, come quelle dei libretti di istruzione o dei libri scientifici. Non mi interessa molto la qualità come risoluzione, scelgo elementi che possano essere evocativi e li trasformo.
Federico Lanaro (da un’intervista con Duccio Drogheria per “Work – Art in Progress”)





