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"Dal computer prendono forma i lavori di Federico Lanaro. Elementi fotografati dalla realtà, qualunque provenienza abbiano, manifestano nelle sue opere un arricchimento di significato. Fucili giocattolo imbracciati da ragazze diventano contenitori di un messaggio che va oltre l'innocenza della scena per entrare nel proibito, nel pulsionale. O un altro suo lavoro: le geometrie perfette disegnate dai movimenti migratori degli uccelli, ospitano migrazioni particolari quanto improbabili, come quelle degli alci, oppure omini mischiati a insetti che invadono l'ambiente. Lanaro si diverte a clonare soggetti, crea eserciti e li mette in movimento, solitari, in spazi infinitamente aperti.
Le sue opere giocano sulla contrapposizione-sovrapposizione di due livelli che strutturano l'immagine: l'ambito del reale e quello dell'ideale o immaginario. Un reale colto nei suoi limiti e imperfezioni, che si contrappone alla perfezione del mondo delle idee, dell'immaginazione. Se l'arte ha il compito di tradurre a livello sensoriale (reale) ciò che popola il mondo delle idee, è inevitabile che il risultato, seppur ottimo, sarà sempre un fuggevole e impreciso assaggio di ciò che appartiene a quel mondo delle idee perfetto perché impalpabile. Lanaro pone reale e immaginario uno sopra l'altro; li relaziona tra loro, mostrando come sia impossibile una loro osmosi. Se nei penultimi lavori, l'immaginario è quello sfondo bianco in cui le migrazioni iniziano il loro viaggio, o quello di Autoritratto con corna, che tramuta l'artista in simbolo umano che si appropria di inedite, per lui, leggi naturali, in uno dei lavori presenti in mostra, dal titolo Perfect Day, l'immaginario è dato dalle traiettorie impossibili, e quindi perfette, di boomerang, un po' stretti in quello spicchio di cielo. È il movimento che soggiace gli ultimi lavori di Lanaro. Lo avevamo visto con le migrazioni degli alci e ora in cielo. Di fronte a queste simmetrie perfette, l'osservatore fa esperienza di un contrasto esistenziale, un qualcosa di irraggiungibile che nasce dalla sua consapevolezza di essere piccolo e imperfetto. Tutto viene accettato senza drammi da parte nostra, visto che poi questi boomerang si materializzano nell'ambiente ed elegantemente se ne impossessano. Oltre queste immagini che offrono ampio taglio interpretativo, Lanaro ci spinge a desiderare ciò che resterà desiderio, quel quid che va oltre i soliti schemi del contemporaneo, permettendoci di sognare."Testo di Marco Tomasini - dal catalogo "Quartetto a Palazzo Wolkenstein" Studio d'Arte Raffaelli (TN).

fly away / stampa Lambda 40x40 cm cad | 2006